Faccio il Grinch: Le feste di Natale per l’Infanzia…una tragedia!

 

Grazie al lavoro teatrale (a tempo parziale) e al “lavoro ” di genitore (full time tempo indeterminato) ne ho viste di feste di Natale per l’infanzia (3-6 anni) e ci sono molte cose che non capisco.

1-LE CANZONCINE DI NATALE CON LE BASI CANTATE

il tormentone di questo anno eccolo qua. Orecchiabile, vitale, universale.

Bene, allora perché sta diventando una tradizione il fatto che i  bambini non possano più cantare usando SOLO la loro voce su una base o su uno strumento? Perchè devono cantare (o provare a bofonchiare quello che riescono stando dietro a un ritmo e a una metrica pensata per la audioregistrazione e non per il canto) “sotto” la voce della base registrata? Quale apprendimento si realizza? Che obiettivo si raggiunge?

Ve lo dico io: per le maestre è più semplice e fanno una più bella figura in termini spettacolari nei confronti dei genitori

2- LE PROVE DELLO SPETTACOLO DI NATALE

Spiegatemi per quale motivo educativo/scolastico/puffabile i bambini devono essere stressati per più di un mese a suon di prove e parti e partiture da imparare a memoria?

Con Maestre stupite che alla prova dell’ultimo giorno vede metà dei suoi bambini fare di tutto per scappare e fuggire da questo supplizio il dubbio non potrebbe nascere?

Ve lo dico io: come genitori vogliamo una bella scena ordinata stereotipata di bambini in fila che cantano (in playback) , recitano la poesia per poter fare foto e video.

3- LE FOTO DEI GENITORI (Nonni, zii, fratelli sorelle amici…..)

Ecco, la foresta di braccia che si alza di fronte a questi cuccioli stressati e smarriti non si levano solo per applaudire ma soprattutto  per fare foto e video come se ogni volta fosse il giorno del loro matrimonio. Non interessa realmente come sta il bambino, cosa ha imparato, cosa sta facendo. Vogliamo solo che ci veda, ci saluti e faccia qualsiasi cosa per essere catturato dalla nostra camera.

Diciamocelo: abbiamo così voglia di essere noi protagonisti di quella situazione che non riusciamo a non mettere in tasca lo smartphone per guardare i nostri figli, appena possiamo facciamo a gara per fare la renna/babbo per entrare in quelle foto/video. I bambini diventano un surrogato per gratificare noi stessi.

E poi ci chiediamo perchè poi l’ansia da performance stia tragicamente diventando comune anche nell’età dell’infanzia.

4- CARO GESU’ BAMBINO DELLA SCUOLA PUBBLICA…

E su questo fioccheranno le invettive più tradizionali d’Italia.

Sto per dire una cosa scontata, una di quelle che in altri paesi verrebbe da sorridere al solo pensarci. Siete pronti? Eccoci allora:

il presepe è un simbolo della religione cristiana, il bambino nella culla si chiama Gesù ed è il figlio di Dio sempre per la religione cristiana.

Fin qua tutto bene.

La classica domanda: cosa ci fa in una scuola pubblica e  laica per definizione? Perché diventa protagonista anche delle recite natalizie che sono dei veri e propri momenti pubblici?

Ve lo dico io: perchè è una nostra tradizione! (risposta in coro).

Peccato che si fa finta di dimenticare l’aggettivo collegato a questo sostantivo: cristiana

5- CARO GESU’ BAMBINO A MESSA…

Ma per par condicio eccoci anche presenti a una messa della vigilia di Natale in chiesa. Messa alla quale i bambini del catechismo e le loro famiglie sono state caldamente invitate.

Bene. Allora sarà una messa per l’infanzia in cui finalmente tutto è in ordine e al suo posto.

La messa dura 70′, ci sono 6 letture e un coro  impossibile da seguire perfino dagli adulti e una liturgia in cui non c’è nessuna partecipazione dei bambini.

Bambini stipati sulle prime due panche: 15.

Ve lo dico io: bisogna dire che si fa una messa per i bambini perchè sennò cosa racconti ai poveri catechisti che si fanno un mazzo per tutto l’anno a tradurre l’intraducibile per coinvolgere i bambini?  Ma poi  farla veramente comporta fare fatica, pensarla, organizzarla, prevedere ed accogliere la loro presenza per renderli pienamente partecipi di una celebrazione in cui il mistero della Vita ha una centralità e un empatia importante con il mondo dei bambini.

A parole mettiamo sempre i bambini al centro delle nostre attenzioni, ma a me sembra che mettiamo sempre il nostro bambino interiore al centro, cerchiamo di gratificare e fare le cose che piacerebbero a noi, che ci sarebbe piaciuto fare (o neanche) da piccoli e che facciamo fare ai nostri piccoli senza minimamente leggere i loro bisogni ed ascoltare la loro creatività.

Il vostro Grinch finisce qua e fortunatamente ha visto tanti momenti in cui i bambini sono stati protagonisti con la loro gioia, con il loro disordine creativo, con le loro urla, con le loro capriole, con i loro momenti di attesa quotidiana gustosamente avventizi ma senza stressa da performance.

Natale forse è anche questo, farsi da parte perchè uno più piccolo di me ha qualcosa da insegnarmi.

Buon Natale!

 

 

 

 

 

 

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Informazioni su carlotognola

Counsellor, Parent trainer
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