Nel Box Documenti trovate la puntata su Diversità e Seconde Generazioni realizzata dalla I Scientifico dell’istituto Fermi ad Arona – No-
I ragazzi riflettono sulla Diversità Culturale: è solo un problema?
Nel Box Documenti trovate la puntata su Diversità e Seconde Generazioni realizzata dalla I Scientifico dell’istituto Fermi ad Arona – No-
I ragazzi riflettono sulla Diversità Culturale: è solo un problema?
Fretta
Ambiguità
Rigidità
Originalità
Strutturare un’Area di Ricerca e Sviluppo per Enti Non Profit e Piccole-medie Cooperative Sociali spesso appare una chimera irrealizzabile; ma l’esperienza porta invece a considerare che questo oltre a non essere impossibile diviene una necessità in un mondo fluido come l’attuale
Il punto di partenza è un bisogno, attribuibile a diversi soggetti che spesso cerca di essere evaso in diverse modalità e in diverse aree dell’organizzazione in occasioni sporadiche o rimane nell’inespresso del singolo/equipe.
Il bisogno è un bisogno di innovazione. Un’idea, un nuovo progetto, un’intuizione per integrare l’esistente, una pista da seguire perché il territorio è carente, una richiesta specifica di investire in un nuovo settore perché ci sono clienti possibili……
È possibile pensare un nuovo contenitore dove questo materiale venga raccolto per essere filtrato, scremato, archiviato, documentato, sviluppato…prodotto?
Questo contenitore può essere l’Area Ricerca & Sviluppo che si pone in una fase intermedia dei processi produttivi dei servizi che vendiamo, investendo sulla creazione di una qualità aggiunta.
I soggetti promotori dei bisogni-stimolo sono i singoli operatori, le equipe, ma anche i gruppi organizzativi amministrativi come il cda, marketing, e così via.
Le funzioni dell’Area potrebbero essere legate alla valutazione di un potenziale di sviluppo rispetto all’input su alcuni criteri:
Dopo questa fase di Valutazione si dovrebbe inaugurare la vera e propria funzione di Sviluppo.
Infatti per diventare un prodotto trasferibile alle azioni di Marketing occorre :
Maggiore è il grado di innovazione dell’input maggiore è l’ammontare di risorse per questa fase. Quello che appare efficace è pensare che non basti ideare e progettare un nuovo intervento, ma che occorra anche che il team verifichi nell’azione il frutto della ricerca.
A questo punto si chiamano in gioco due possibilità:
In entrambe le soluzioni è evidente l’aggancio con Marketing per i finanziamenti e i rapporti con le committenze vecchie e nuove.
Al termine di questi fasi si avrà un output definitivo che avrà trasformato l’idea del bisogno di partenza in un prodotto d’intervento socio-educativo da piazzare nel mercato della rete.
Vedasi allegato nel Box dei Documenti
come muoversi nella rete socio-educativa?
ho usato questa immagine per commentare come spesso le nostre proposte come agenti educativi cadano come un masso di granito su un pavimento di coccio…
la nostra rigidità valoriale, la nostra intenzionalità educativa, la nostra presunzione di Verità sulla bistrattata scuola sui tecnici incompetenti e così via ci irrigidiscono come un arcigno masso che non possiede nessuna elasticità
quando faccio una proposta sono disposto a rimbalzare a lungo sul pavimento prima di posarmi lentamente e trovare un contatto che rispetti le reciproche identità?
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