Sono razzista ma il razzismo non è la soluzione

guardare avantiMi unisco agli amici e colleghi che in questi giorni cercano di porre un argine al dilagare leggero , diffuso e inquietante  di un fenomeno: essere razzisti non è più un taboo è un diritto.

C’è una pericolosità talmente immane nel rincorrersi di analisi e frettolosi giudizi categorici che individuano nelle persone straniere CAUSE di ogni sorta di mali che è impossibile rimanere in silenzio.

Lo faccio con un paradosso.

Anch’io sono razzista. 

Perchè in realtà tutti siamo razzisti.

Anche quelli che vanno a tutte le manifestazioni contro la Lega, anche quelli che lavorano per aiutare gli immigrati…lo siamo tutti.

Ma ovviamente mi permetto di parlare solo di me.

Anch’io sono razzista perché faccio fatica a rapportarmi con chi è diverso da me.

Io sono abituato a trovarmi il lavoro da solo, se vedo qualcuno che non fa così mi da fastidio.

Io sono abituato a  non buttare neanche una carta per terra, se vedo un angolo della mia città pieno di spazzatura mi arrabbio.

Io sono abituato a usare come spezie l’origano e il basilico, molto di meno il curry e il cumino, quando incontro qualcuno che lo usa tutti i giorni mi da fastidio perché sento puzza.

Io non arrivo neanche a 1000€ al mese, per cui quando qualcuno mi chiede soldi per strada mi da fastidio, è più forte di me.

Io da anni credo e cerco di praticare l’equanimità uomo-donna, tanto che quando qualcuno fa una battuta sessista o tratta male una donna ci sto male.

Sì, perché parte tutto da qui, da quei fastidi quotidiani ai quali è difficile trovare una risposta.

Ma la risposta non è il Razzismo.

La risposta è non indicare come responsabile dei nostri guai una categoria di persone diverse da noi.

Mai;

questa è la genesi del razzismo, e giorno dopo giorno quel “fastidio” si tramuta in “odio”.

A questo dobbiamo porre un limite TUTTI; la Storia ci insegna che i regimi razzisti erano pieni di persone per bene che NON hanno saputo vedere COSA stavano costruendo:

comunità che legittimavano l’odio verso i diversi come soluzione alle proprie angosce e ai propri problemi.

Se siete arrivati sin qui abbiate pazienza un attimo ancora che vi devo raccontare delle cose:

Riguardo al lavoro le persone che non si danno da fare per trovarlo e che mi danno più fastidio sono i politici.

Riguardo alla spazzatura in città non posso proprio sopportare il mio vicino (lombardo da almeno 4 generazioni)  che per non fare la differenziata la butta nel cestino stracolmo facendolo esplodere.

Riguardo a chi mi chiede soldi proprio non posso vedere quelli del Lautari  (http://www.wilditaly.net/la-metti-una-firma-contro-la-droga-il-caso-della-cooperativa-lautari-19810/).

Riguardo alle discriminazioni sessuali chi mi da più fastidio è mio padre (Lombardo da almeno 5 generazioni a nostra conoscenza) che tratta male mia madre da quando ne ho memoria.

Come vedete anche io ho le mie difficoltà a relazionarmi con chi è diverso da me.

 

 

 

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Ricostruire

mattoni-in-terra

Bisogna riprendere il filo strappato,

seguire un tratto di respiro

che si apre al ritmo della tua bocca

che rimane appesa sulla tavola della conversazione.

Ansia di léggere teste

Peso delle teste di altri

Spalle riverse a macinare conti

per non tornare dove le ragioni s’inceppano

Amami, ricoprimi di insulti per rendermi gentile

strappami i fili della mia fragilità

taci

esci

ricostruire.

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Le donne di Venere e gli uomini di Marte vivono meglio?

Queste recenti pubblicazioni hanno travolto la razionalità legittimando il luogo comune più antico del mondo: uomini e donne sono diversi, cosa ci vuoi fare?

peccato che questa affermazione legittima completamente la resa di trovare nuove piste perchè maschile e femminile trovino nuove forme di integrazione nell’essere umano; e così rimaniamo attoniti al revanschismo di posizioni maschili e femminili “tradizionali” come risposta alla deriva quotidiana.

Queste persone vivono tranquille, hanno ruoli ben definiti e non problematizzano ciò che accade.

però perchè mi rimane il dubbio che questo significa gira e rigira significa legittimare una certa schiavitù femminile?

 

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